Pratica Filosofica

Una filosofia che si vive, si sente, si trasforma.

In questa sezione esploriamo come il pensiero diventa pratica concreta, incarnata in un percorso di cura, ascolto e trasformazione. Metis è la guida simbolica e metodologica di un counseling che affonda le radici nel mito, nella relazione e nella differenza.

Metis è una divinità dai molti volti, archetipo del cambiamento e del divenire, figura ctonia e solare insieme, capace di attraversare le soglie tra conscio e inconscio, tra veglia e sogno. Nel mito, è colei che si trasforma in Lilith, prima donna che osa sfidare l’autorità maschile, e che riemerge come Medusa, uccisa da Perseo ma sempre viva nell’inconscio collettivo. È anche la dea-serpente, che incarna il movimento stesso della trasformazione, il fluire del Ciclo della Vita.

Nel nostro lavoro, Metis rappresenta l’intelligenza pratica e intuitiva, la capacità di pensare agendo, di sentire pensieri che trasformano. È la guida di una filosofia che non è solo teoria, ma arte del vivere, come insegnavano le scuole ellenistiche.

Il Counseling filosofico di Metis nasce da questa visione: “conosci te stesso” e “abbi cura di te” diventano pratiche vive, non slogan astratti. In questa prospettiva, la filosofia è un esercizio quotidiano e il dialogo uno spazio condiviso per ritrovare senso, orientamento, presenza.

Metis affonda le sue radici in una cultura mediterranea, fertile e vulcanica, che ha saputo accogliere la pluralità, l’ibridazione, la trasformazione. I corsi si svolgono a Napoli, Catania, Roma: terre di passaggio e mescolanza, che hanno forgiato una filosofia vitale, incarnata, sempre in relazione. Il percorso formativo integra discipline come ecosofia, antropology green, pratiche meditative, yoga, filosofie femminili, pan-antropologia: saperi che mettono al centro la vita concreta e la necessità di ridefinire continuamente il nostro sguardo.

Metis è anche l’unica scuola di counseling filosofico in Italia fondata sul Pensiero della Differenza, una corrente filosofica e politica che ha restituito dignità, profondità e forza alla voce del femminile. Non una categoria, ma una posizione nel mondo: esperienziale, relazionale, generativa. Questo orientamento attraversa ogni aspetto della nostra proposta formativa, a partire dall’immagine simbolica che ci rappresenta: una Metis ironica, libera, in ascolto — reinterpretata da Clara Fiorillo — che custodisce il piacere della domanda e il coraggio della trasformazione.

In questa prospettiva, psiche non è ridotta al mentale, al patologico o all’individuale. Nella tradizione filosofica a cui ci ispiriamo, psiche significa “avere vita”. E i disagi contemporanei non si risolvono con risposte tecniche: chiamano in causa l’anima, nel suo desiderio di senso, di radici, di relazione.

Il counselor filosofico Metis possiede sì le competenze base del counseling (ascolto, dialogo, presenza), ma le radica in un metodo filosofico rigoroso e trasformativo. Non è un terapeuta, né un maestro: è un facilitatore del pensiero, un catalizzatore di possibilità, un compagno di domande. Nel cuore di questa pratica, c’è il Dialogo Socratico, inteso non come disputa, ma come luogo generativo in cui il pensiero prende forma parlando, ascoltando, rispecchiandosi.

Una filosofia che non si accontenta di spiegare la realtà, ma la attraversa, la mette in discussione, la ri-crea.

Metis è, infine, una comunità filosofica, sul modello delle antiche scuole come lo Stoa o il Giardino di Epicuro, dove si viveva insieme, si cercava la verità insieme, si coltivava l’amicizia come esercizio spirituale (Hadot).

Chi entra in questa scuola non solo apprende una professione, ma compie un cammino esistenziale, personale, profondo.

Come ricordava Foucault, la vera pratica filosofica è cura di sé. Il nostro motto ne è il riflesso:
“Solo chi consegue il proprio benEssere, può aiutare gli altri a conseguirlo”.

Praticare la filosofia significa essere autenticamente presenti a sé e agli altri, rimanere in ascolto del mondo, rivederlo con occhi nuovi – o, come suggerisce Diotima, mettere al mondo il mondo.

Filosofia Pratica

La filosofia come arte di orientarsi nella complessità, come navigazione interiore e conoscenza incarnata, in dialogo con i simboli e le emozioni

La filosofia, prima ancora che un sistema di pensiero, è una maniera di vivere. È un esercizio dell’anima, un lavoro su di sé che coinvolge non solo il pensiero, ma anche l’immaginazione, la sensibilità e la volontà. Ecco perché, alla ragione calcolante della modernità occidentale, Metis contrappone un’altra forma di intelligenza: l’intelligenza intuitiva, fluida, trasformativa, capace di orientarsi nel caos.

Metis è la divinità greca da cui prendiamo il nome e il gesto. Rappresenta quella sapienza istintiva che, secondo Detienne e Vernant, può assumere forme diverse: “il colpo d’occhio del navigante, l’intuito diagnostico del medico, l’abilità del cacciatore, la prontezza dello stratega, la lucidità del politico, le intuizioni di un cuore innamorato”.

Secondo Jung, Metis è l’archetipo del superamento della scissione: tra conscio e inconscio, tra sapere e vivere, tra pensiero e corpo. È la dea del cambiamento, che di notte si trasforma in Lilith, entra nei sogni, ritorna come Medusa e si dissolve nel ciclo del divenire. Una figura polimorfa, simbolo della trasformazione necessaria per attraversare la sofferenza.

In questa visione, la filosofia pratica è una forma di navigazione interiore: richiede ascolto, flessibilità, coraggio. Non offre risposte universali, ma strumenti per abitare il dubbio, il desiderio, la complessità. È una sapienza che non separa la ragione dall’esperienza, e che fa della trasformazione un atto conoscitivo.

Per noi, fare filosofia significa anche riconoscere il valore politico dell’immaginazione, il potere generativo del pensiero incarnato, e la possibilità di riconciliare ciò che è stato scisso. In questo senso, la filosofia non è mai astratta: è pratica, situata, relazionale, orientata alla vita.

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Quel che ho imparato dalla pratica analitica è che molta gente sta male non solo perché ha avuto dei traumi.. ma è malata perché ha delle idee sbagliate. Ai miei pazienti faccio leggere tanti libri, qualcuno sono riuscito a farlo arrivare alla laurea, partendo dalle elementari.
Aldo Rovatti

Aldo Rovatti

Bisogna superare il concetto di malattia. La filosofia non è ciò che siamo abituati a descrivere come cura. Piuttosto può servire a liberarci dalla condizione della patologia. E’ un percorso che ci porta a non considerarci più malati, né sani, ma piuttosto dei mortali che nascono ed invecchiano.
Chiara Zamboni

Chiara Zamboni

Circolarità di un doppio movimento: movimento dell’emozione che ci orienta e movimento del pensiero, che, inventando, rende significante l’esperienza. Pensare e ringraziare. Per rendere grazie è necessario inventare. Paradosso felice.
Luisa Muraro

Luisa Muraro

La realtà continua ad aver bisogno di pensiero, sia chiaro, oggi più che mai. E non si tratta soltanto di pensiero strumentale, tecnico, no. Si richiede anche creatività e ingegno libero. L’intensificarsi del cambiamento è tale che il mondo rischia di diventare caotico. E’ importante, quindi, sviluppare la capacità di pensare, per dare senso a ciò che accade, metterlo in parole, immetterlo nella comunicazione.
Aldo Masullo

Aldo Masullo

Nessuno e niente possono definire la soggettività se non la sua stessa non-indifferenza a sé, quella vigile “cura” della differenza, che ancora può dirsi con l’antico nome di “filosofia”.
Laura Boella

Laura Boella

Cosa si fa quando si pensa? Pare che non si faccia niente, non si fabbricano né sedie né tavoli, né progetti di legge o costituzioni, ma in ogni caso si attivano alcune facoltà della mente: la ragione, il sentire, l’immaginazione, che, pur essendo silenziose, invisibili, hanno uno specifico rapporto con il corpo, l’ambiente esterno, la storia di un’epoca.